La Torre Pendente o Torre Campanaria

La Torre Pendente o Torre Campanaria

La Torre Pendente o Torre Campanaria,  dopo il Duomo e il Battistero, la Torre è stata il terzo monumento realizzato nella  piazza. Data di fondazione: 9 agosto, 1173. Si giunse nel 1178 alla costruzione dei primi quattro ordini della struttura della Torre, dopo di che vi fu una lunga sospensione dei lavori a seguito, pare, del progressivo dissesto della parte già costruita. Il progetto per la costruzione della Torre è universalmente attribuito a Bonanno Pisano, secondo le affermazioni fatte dal Vasari nel 500. Studi recenti e più accurati ipotizzano che a progettare il celebre Campanile sia stato il Diotisalvi.
Resta da stabilire se la Torre si inclinò subito nelle parti iniziali, o se affondò semplicemente nel terreno mantenendosi verticale, per piegarsi poi successivamente, durante i tentativi di togliere l’acqua dal suo piede.
I lavori vennero ripresi nel 1275 da Giovanni di Simone; egli non intervenne sul terreno ma, in nove anni, innalzò il monumento di tre piani e mezzo, finché il dissesto gli impose di fermarsi era l’anno della grave sconfitta della Meloria, in cui perse la vita Io stesso Giovanni di Simone. Questa nuova sosta durò fino ai 1350 circa, il Vasari affermò che a completare l’opera fu Tommaso di Andrea Pisano, con la realizzazione della cella campanaria.

Secondo alcuni documenti storici, le due lunghe interruzioni non furono però dovute unicamente all’aumento del dissesto, ma anche alla necessaria preparazione “a terra” degli elementi architettonici
L’inclinazione del Campanile attraverso i secoli
Non vi sono documenti risalenti all’epoca della costruzione che attestino preoccupazione per la stabilità del monumento. Probabilmente, poiché altri edifici in città denunciavano analoghe pendenze, ciò era ritenuto normale, attribuibile ai terreno. Il primo documento che paria di misurazioni, infatti, risalente ai 1298, non esprime particolari timori.

In base a dati approssimativi, la pendenza del Campanile intorno al 1360 doveva essere di metri 1,63, per tutta la sua altezza. Da allora risulta difficile individuare il periodo in cui l’inclinazione aumentò: essa continuò a crescere ma lentamente e in modo non uniforme. Si sa con certezza che nel 1817 Io strapiombo, per tutta l’altezza, era salito a metri 4,83: in cinque secoli 3,20 metri di spostamento. Il Vasari, nel 1550, dette per primo un’indicazione della pendenza – 6 braccia e mezzo, pari a metri 3,77. Gli architetti inglesi Cresy e Taylor, nel 1817, effettuarono le prime rilevazioni certe, essendo stati indicati con precisione i punti di riferimento: 4,75 metri di strapiombo.

All’inizio dell’800 si riaccese la polemica tra chi sosteneva che la, pendenza fosse voluta e chi la riteneva del tutto accidentale: in quel periodo si riteneva che l’inclinazione si fosse arrestata. Vennero fatti eseguire nuovi lavori sotto la direzione dell’architetto Alessandro Gherardesca, che riportarono alla luce il basamento interrato: si trattò di un grave errore, perché vennero alterate le condizioni di equilibrio del monumento. Attualmente le misurazioni danno metri 5,20 circa di spostamento laterale dalla sommità dell’asse della verticale, con una inclinazione di 9″ 80′.

Il 16 giugno 2001, infatti, dopo undici anni di delicati lavori, la Torre viene restituita ai pisani ed al patrimonio dell’umanità, raddrizzata di 44 centimetri e con una garanzia di sicurezza di 300 anni

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