Nel V secolo d.C. i barbari scesero in Italia e seminarono distruzione e rovine; anche Pisa segurà la stessa sorte e solo con l'ascesa al potere di Teodorico , re degli Ostrogoti, essa potra risollevarsi e ritrovare l'antico splendore
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Un nuovo pericolo minacciava i paesi cristiani; le flotte islamiche viaggiavano sulle coste mediterranee devastando e saccheggiando.
La decadenza dell'impero di Carlo Magno e le lotte fra città rivali favorirono gli attacchi corsari; Pisa, rispondendo al suo spirito combattivo cercò di salvaguardare i propri diritti e di tener testa agli assalti nemici dapprima con interventi modesti ed in seguito sempre più audaci.
Nell'anno 828 il Marchese Bonifacio allestì una piccola flotta e fece la sua prima mossa. Partendo dal porto pisano sbarcò tra Ustica e Cartagine in Africa e durante un aspro combattimento tenne testa ai Saraceni
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Verso il 1000 i Saraceni, guidati da re Musetto si stabilirono nella Corsica e nella Sardegna e successivamente invasero il territorio romano. Il Papa fu costretto a fuggire ma i Pisani andarono in suo aiuto: l'ammiraglio Orlandi con una flotta di navi scelte sbarcò a Civitavecchia vincendo e catturando 18 navi nemiche e molti prigionieri riuscendo anche a riconquistare la Sardegna.
Altre imprese vittoriose seguirono e portarono i Pisani alla conquista di Reggio, Amaltea, Tropea e Nicotera ma nel frattempo il feroce avversario di Pisa, Musetto, invase la città che fu difesa dal popolo pisano richiamato a raccolta da Chinzica dei Sismondi.
Successivamente il Saraceno si impossessò di nuovo della Sardegna.
