Orville WrightDodici secondi: tanto durò il primo volo di Orville Wright il 17 Dicembre 1903. In questa manciata di secondi si realizzò un sogno antico quanto l'uomo. La presenza del volo si perde nelle più remote testimonianze; le immagini di figure munite di ali trovate tra i graffiti della preistoria sono altrettanto suggestive e significative degli dei alati degli antichi egizi e dei cavalli alati della mitologia greca. In questa fase storica il concetto del volo era associato al divino e al soprannaturale ma precluso al comune mortale.

Per molti la storia del volo comincia con la leggenda di Icaro e Dedalo con la loro fuga attuata mediante ali di penne di uccelli tenute insieme dalla cera che portarono in salvo Dedalo ma che non risparmiarono la vita al più giovane Icaro.

Ma ci sono molte altre storie tramandate da culture diverse da quella mediterranea che propongono questa sfida al soprannaturale. Nel 2200 a.C. l'imperatore cinese Chin si lanciò dall'alto di una torre e fu più fortunato di Icaro: riuscì ad atterrare illeso aiutato da due grandi cappelli di paglia.

Braccia alate e carri volanti furono queste le prime forme di volo immaginate dall'uomo, ma nel tempo gli uomini alati divennero una realtà. Il primo uomo alato risale all' 852 d.C. in Spagna e fu il santone arabo Armen Firman, il quale tentò di volare a Cordoba; nel 1020 un benedettino anglosassone di nome Eilmer volò dal tetto dell'abbazia di Malmesbury e fu fortunato a rompersi solo le gambe. Nel 1536 un italiano di nome Bolori perse la vita gettandosi con due ali dalla cattedrale di Troyes.

Ancora le cronache riportatano che nel 1628 l'artista scienziato scrittore lucchese Paolo Guidotti tentò il volo con due ali con struttura di osso di balena e penne di uccello inserite pazientemente nella struttura. La cronaca riporta queste note: "il volo andò avanti per la quarta parte del miglio" e l'osservatore rilevò "il Guidotti per la verità procedeva non volando ma cadendo più adagio di quello che senza ali egli avrebbe fatto.
Alla fine l'ardimentoso, stanco di muovere le braccia, cadde su di un tetto il quale si ruppe ed esso si ritrovò nella stanza sottostante con una coscia rotta e ridotto a mal partito".

Forse la più interessante applicazione del volo che non è stata concepita con il battito di ali è l'aquilone: anche in questo caso le più remote testimonianze risalgono all'antica Cina.
Infatti esso veniva usato per cacciare gli spiriti maligni dai campi e, innalzato al di sopra di questi ultimi o della casa, avrebbe tenuto lontano gli spiriti maligni.

La cronaca riporta anche l'uso degli aquiloni o Cervi volanti anche in battaglia: grossi aquiloni fatti a forma di manica a vento sollevavano vedette che osservavano i movimenti del nemico.